Psicologo Ansia Pescara – Dr. Di Matteo

Nello studio del dr. Di Matteo si offre il servizio di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, una delle più diffuse psicoterapie per la cura dei disturbi psicopatologici adottata nella pratica clinica da buona parte degli psicoterapeuti in Europa e nel mondo. È, infatti, la terapia che vanta la maggiore conferma scientifica nel panorama nazionale e internazionale. Si tratta di una disciplina scientificamente fondata, la cui validità è suffragata da centinaia di studi.

E’ considerata il trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia, così come attestano recenti documenti diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

COME FUNZIONA LA PSICOTERAPIA

La psicoterapia cognitiva e comportamentale mira a modificare le emozioni, i comportamenti e i pensieri disfunzionali dell’individuo, in modo da migliorarne la qualità di vita o di risolvere l’eventuale psicopatologia.

Per questo si avvale di procedure mirate alla modificazione non solo dei comportamenti manifesti, ma anche delle emozioni, dei convincimenti, degli atteggiamenti, degli stili cognitivi e delle aspettative del soggetto.

La terapia cognitivo e comportamentale è:

  • Diretta allo scopo: dopo una prima fase di valutazione, vengono concordati insieme gli obiettivi da raggiungere. Viene quindi stabilito un programma di trattamento adatto alle caratteristiche e ai bisogni del singolo, vengono previsti i tempi dell’intervento e le modalità di valutazione dei cambiamenti desiderati.
  • Centrata sul presente: il lavoro terapeutico è volto ai problemi attuali dell’individuo e si basa sull’elaborazione di quello che succede nella sua vita attuale. L’esplorazione di ciò che è avvenuto nel passato risulta importante per capire meglio come si sono sviluppati e consolidati nel tempo i problemi oggi presentati, ma non costituisce l’elemento cardine su cui basare la terapia.
  • A breve termine: la durata dell’intervento può variare a seconda degli obiettivi, della gravità e della tipologia della problematica. Lo scopo della terapia tuttavia è quello di fornire alla persona le tecniche e gli strumenti per acquisire autonomia nella gestione delle situazioni problematiche; l’intervento quindi tende ad avere una durata limitata nel tempo.
  • Pratica e concreta: la terapia, insieme al supporto di uno psicologo, forniscono all’individuo strumenti e tecniche pratiche di fronteggiamento e gestione dei problemi.
  • Scientificamente fondata: la terapia cognitivo comportamentale si basa su studi di efficacia e su protocolli di intervento scientificamente fondati (American Psychiatric Association; National Institute for Health and Clinical Excellence), che sono suggeriti sia da prestigiosi enti scientifici sia dalle direttive delle autorità sanitarie dei principali paesi europei.

 psicologo

QUANDO L’ANSIA DIVENTA UN PROBLEMA?

Come si fa a capire quando l’ansia diventa eccessiva e disfunzionale? Quando è necessario chiedere aiuto e rivolgersi allo psicoterapeuta cognitivo comportamentale?

L’ansia diventa anormale quando un individuo presenta una o più di queste caratteristiche (Clark & Beck, 2010):

1. Pensieri disfunzionali. Secondo la teoria cognitiva dell’ansia,la paura e l’ansia eccessiva derivano da un’erronea valutazione di pericolo, associato a una o più situazioni, che non risulterebbe confermata da un’osservazione diretta agli occhi della maggior parte delle persone. L’attivazione di pensieri esagerati sulla minaccia e gli errori di pensiero associati determinano dunque una marcata ansia e paura (seppur incongruenti, come abbiamo detto, rispetto alla realtà oggettiva della situazione).

2. Funzionamento compromesso.La paura e l’ansia interferiscono con l’abilità di una persona a condurre una vita quotidiana produttiva e soddisfacente. L’ansia, infatti, compromette in maniera significativa la normale routine della persona, il suo funzionamento lavorativo o scolastico, le attività e le relazioni sociali.Inoltre, inficia a lungo andare anche il tono dell’umore.

3. Persistenza continua della minaccia e del pericolo. L’ansia persistente ed eccessiva porta le persone a pensare al futuro in modo catastrofico, anticipando disgrazie, pericoli, minacce.Sono sempre in attesa che avvenga la temuta tragedia. Di conseguenza, la persona con ansia clinica può avvertire un aumentato senso di apprensione soggettiva anche solo al pensiero che ci possa essere una potenziale minaccia, senza badare all’eventualità che si realizzi o meno, o che si possa affrontare o meno. Infatti, gli individui ansiosi danno per scontato che qualsiasi pensiero sorga per primo nella loro testa sia vero, e quindi non sono in grado di valutare serenamente e obiettivamente la probabilità che questo evento si possa verificare, tendendo a sovrastimare la possibilità che accada.

4. Falsi allarmi. Le persone possono provare una marcata paura o ansia eccessiva in assenza di stimoli minacciosi oppure in presenza di una minaccia minima. Quindi,le risposte di attacco/fuga, che definiremo meglio nel secondo modulo e che determinano l’attivazione delle reazioni fisiche nell’individuo, si presentano a seguito di segnali (falsi allarmi) che vengono percepiti e interpretati come pericolosi, quando in realtà sono innocui o neutri.

5. Ipersensibilità agli stimoli. Nelle persone ansiose geneticamente la paura e l’ansia sono elicitate da un range più ampio di stimoli e/o da situazioni caratterizzate da un’intensità di minaccia relativamente lieve (che sarebbe percepita come innocua dagli individui non ansiosi).